Di isolitudini affini e immaginari emotivi. Come nasce il sogno islandese.

islanda-bandiera

Ogni viaggio parte da una motivazione ma, qualsiasi sia il motivo che spinge a spostarsi, l’idea di andare in un determinato luogo è collegata sempre all’immagine che di quel luogo, nel corso della nostra vita, abbiamo coltivato dentro di noi. Non è altro che un’emozione.

È come quando ci si innamora. Non sai come andrà a finire ma decidi di vivertela. O almeno, solitamente funziona così. Possiamo rimanerne delusi o scottati, ma questo non ci impedisce di desiderare, di rischiare e di tuffarci nell’avventura.

Quando si decide di fare un viaggio, un viaggio importante, solitamente c’è uno stato d’animo con cui fare i conti. Preferire un luogo rispetto a un altro dipende da come ci sentiamo emotivamente in quel determinato periodo. Il mio desiderio ora è di profonda introspezione, di visitare un luogo che possa rispecchiare e “capire” quello mi porto dentro adesso. Ed ecco che la voglia di esplorare la terra di ghiaccio e fuoco – due elementi così diversi e al tempo stesso così possenti – è tornata a farsi prepotentemente viva.

L’Islanda ha sempre suscitato un certo fascino su di me. Il primo motivo è legato al suo isolamento. Guardando quest’isola sulla cartina, lontana da tutto, mi sono sempre domandata come ci si possa sentire a vivere così isolati. Quali sensazioni si provano? Quanta inquietudine si scatena dentro?

Pensando a questa terra mi è tornata in mente la parola isolitudine. Il termine, coniato dallo scrittore Gesualdo Bufalino, indica una condizione esistenziale di isolamento e di appartenenza tipica di chi vive su un’isola. Mi chiedo quanto possa essere forte in un islandese questa condizione, come sia radicato il senso di appartenenza e, al tempo stesso, quanto sia doloroso questo isolamento.

Dalle descrizioni di diversi isolani, ho ritrovato un’inquietudine simile alla mia. Se mi chiedessero ora perché voglio visitare l’Islanda, risponderei “per l’isolitudine affine”. Si tratta di immagini, emozioni, sensazioni a pelle. Non c’è nulla di certo, è una scelta istintiva. Se tutto questo verrà confermato oppure no, lo saprò solo dopo il viaggio.

Pubblicato il 13/05/2014, in road to... con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Isolitudine…

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