Di diritti LGBT riconosciuti e Gay Pride festosi. Il volto friendly dell’Islanda.

Hinsegin dagar í Reykjavík 2014 / Reykjavik Pride 2014

Hinsegin dagar í Reykjavík 2014 / Reykjavik Pride 2014

Curiosando tra gli eventi del mese nella terra d’Islanda, ho scoperto che proprio lo scorso sabato si è tenuto il Gay Pride a Reykjavik. La manifestazione, che di solito si svolge nella capitale islandese il secondo sabato di agosto, è stata il culmine di una cinque giorni di eventi dedicati all’orgoglio omosessuale.

Mentre sfogliavo il ricco programma dell’evento, mi sono chiesta quale fosse la situazione dei diritti LGBT in terra islandese e così ho fatto una ricerca a tema.

Nono paese al mondo a permettere il matrimonio tra le persone dello stesso sesso, introdotto nel giugno del 2010, l’Islanda aveva già riconosciuto le unioni civili nel 1996. Ha inoltre legalizzato la possibilità di adozione da parte di coppie dello stesso sesso. La legge è stata approvata all’unanimità dall’Alþingi (o Althing), il parlamento islandese.

Non solo. L’Islanda è anche il primo paese al mondo ad avere il capo del governo dichiaratamente omosessuale. Jóhanna Sigurðardóttir, ex assistente di volo poi entrata in politica, nel 2010 ha infatti sposato la sua compagna, Jonina Leosdottir, convertendo di fatto in matrimonio l’unione civile che legava le due già dal 2002.

Tornando al Pride di Reykjavik, il corteo è partito nei pressi del terminal bus della città e ha terminato la sua marcia nelle vicinanze dell’Harpa Concert Hall. Una sfilata tranquilla, molto colorata, in un’atmosfera serena tra musica e balli, come il più classico dei pride, dove anche i poliziotti avevano le bandierine rainbow sulle loro moto.

Il percorso del Gay Pride di Reykjavik 2014

Il percorso del Gay Pride di Reykjavik 2014

Guardando le immagini, ho pensato di chiudere questo post con uno dei quattro filmati realizzati da WAND collettivo LGBT Benevento in collaborazione con Arcigay Giovani Milano, per promuovere la partecipazione al gay pride e smentire i pregiudizi più duri a morire sul tema, vale a dire ‘al pride partecipano solo omosessuali’, ‘è una carnevalata‘, ‘è uno spreco di soldi pubblici‘, ‘non è il modo adatto di manifestare per i propri diritti‘.

Sia che lo contestiate sia che lo sosteniate, per me il Pride resta una grande festa, un momento di condivisione delle reciproche diversità.

Pubblicato il 12/08/2014, in sociale con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: